GSO puntata 10: L’unione fa la forza

GSO puntata 10: L’unione fa la forza

 

La mentalità di squadra è una competenza sociale che va acquisita e che si costruisce nel tempo. Non basta infatti essere in tanti per potersi considerare un gruppo: si diventa “gruppo” nel momento in cui ciascuno capisce di dover mettere da parte un poco del proprio egoismo per il bene di tutti. Questo è il primo passo da compiere per lavorare con i compagni; sarà poi possibile riconoscere e perseguire un obiettivo comune.

Per sviluppare la capacità di collaborare, capire e accettare tutti i compagni, devi convincerti che insieme si è più forti, sia intellettualmente sia fisicamente, e che affrontare le difficoltà è più facile quando si è in tanti rispetto a quando si è soli. Nel gruppo infatti ciascuno “porta” il suo personale contributo e offre soluzioni diverse ai problemi che si presentano. “Nessuno di noi è intelligente come tutti noi insieme” recita un proverbio.

Il fatto di confrontarsi e di lavorare fianco a fianco può aiutare a costruire rapporti migliori. Fra l’altro incide positivamente anche sui risultati scolastici. Purtroppo ragazzi inutilmente polemici o con atteggiamenti poco costruttivi riescono talvolta a rovinare il clima di collaborazione e a creare tensioni nella classe.

 

Il conflitto và affrontato

Queste tensioni portano di solito al conflitto. Il conflitto può scatenarsi per diverse ragioni: per esempio perché i componenti del gruppo non si conoscono a fondo e hanno difficoltà a comunicare, o anche perché vi sono diversità di vedute su temi rilevanti, o ancora perché qualcuno vuole affermare sé stesso e assumere il ruolo del “capo”.

Come sai bene, il conflitto può impedire che il lavoro del gruppo riesca e porti ai risultati sperati. Tuttavia non lo si può sempre evitare perché fa parte della vita: occorre quindi imparare a gestirlo in maniera corretta! Come puoi affrontare e risolvere i momenti di tensione? Innanzitutto cerca di essere tollerante e impara ad ascoltare: saper ascoltare è una capacità fondamentale per capire gli altri, le loro ragioni, i loro bisogni. E, al di là di quello che si crede, saper ascoltare non è affatto facile.

All’inizio convivere può essere difficile, ma se riesci ad andare oltre, a superare i pregiudizi, puoi scoprire aspetti nuovi e diversi della realtà, che proprio chi è più lontano da te come carattere e sensibilità ti può aiutare a vedere, aprendo i tuoi confini e ampliando i tuoi orizzonti. Occorre quindi imparare a conoscersi reciprocamente, a comprendere le emozioni e le ragioni degli altri, a condividere ciò che si sa di un problema da risolvere affrontando le situazioni con serenità e con una buona dose di umorismo.

 

Dal gruppo alla squadra

Mentre un gruppo si forma di solito in modo casuale e quasi spontaneo, una squadra è caratterizzata da un’organizzazione propria, da differenti ruoli e da obiettivi comuni (per esempio la vittoria in campionato). All’interno della squadra una o più persone dotate di autorità e di competenza riconosciute, come l’allenatore o il capitano, hanno il compito di garantire la coesione e il progresso di tutti.

Nella squadra deve esserci un clima di affiatamento e di solidarietà: ci vuole un ambiente di lavoro sereno, in cui tutti siano disposti ad aiutarsi e siano convinti che ogni decisione viene presa nell’interesse comune.

Una vera squadra non è quella che in campo vin-ce sempre, ma quella che sa trarre dalla vittoria la soddisfazione per il lavoro svolto e gli stimoli per un ulteriore miglioramento, e dalla sconfitta spunti di crescita. Per esempio, dopo aver perso una partita i giocatori possono riflettere insieme per individuare i punti di debolezza.

In una squadra è importante non solo l’interazione fra tutti i componenti, ma anche il ruolo che ciascuno svolge individualmente per il raggiungimento dell’obiettivo comune. Il comportamento di ognuno deve essere caratterizzato da impegno, serietà e senso d responsabilità, sia nella preparazione tecnica che nel rispetto dei compiti tattici che gli sono affidati.

Durante gli allenamenti e le partite occorrerà dunque:

  • partecipare attivamente;
  • evitare di distrarsi e rimanere concentrati sulle richieste dell’allenatore/insegnante;
  • dare il meglio in ogni attività;
  • desiderare di dare il proprio contributo personale al successo della squadra.

 

L’importanza del capitano

In ogni squadra (ma anche nei gruppi) deve esserci qualcuno che assuma il ruolo di guida e di riferimento per i propri compagni: il capitano. Normalmente viene scelto per le capacità fisi-che e le abilità tecniche, ma sono soprattutto le qualità morali e la personalità le sue caratteristiche fondamentali. Il capitano, infatti, diventa in alcuni casi “l’allenatore in campo”, colui che aiuta il tecnico a individuare le strategie da adottare durante l’incontro. Un buon capitano deve essere un esempio per tutti in termini di educazione e d’impegno, col suo entusiasmo deve essere capace di coinvolgere i compagni, soprattutto quelli in difficoltà, e deve saper favorire un buon accordo fra tutti i membri della squadra.

 

Passiamo agli esercizi!

 

 

Ascola Pranzo Pavarini!

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Il film della settimana:

 

Alla prossima!

mavalle

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